A Palazzo Loggia il convegno “Lavoro e Fragilità a Brescia: il ponte della cooperazione”

A Palazzo Loggia il convegno “Lavoro e Fragilità a Brescia: il ponte della cooperazione”

Continuare ad essere il motore di un cambiamento sociale destinato a rimanere, a crescere, a diventare un modello al quale guardare a livello nazionale ed europeo. È quanto emerso nel convegno “Lavoro e Fragilità a Brescia: il ponte della cooperazione” organizzato da Confcooperative Brescia e Comune di Brescia in occasione del 40° anniversario della firma della storica Convenzione tra Comune di Brescia e Cooperazione Sociale per lo svolgimento dei servizi di manutenzione del verde pubblico. Non solo una celebrazione, ma un’occasione per riscoprire e riattivare quel pensiero, quelle energie che portarono a un risultato straordinario che poi contribuì alla costruzione della normativa nazionale, la legge 381/91.

Una mattinata aperta dai saluti della sindaca Laura Castelletti che ha ribadito: “Vogliamo essere ancora protagonisti del cambiamento, vogliamo essere il centro di una rinnovata speranza e di una lungimirante progettualità. Ciò che ribadiamo, oggi, è l’impegno di chi continua a vedere il lavoro come via di rinascita e di inclusione e la cooperazione come pilastro insostituibile del tessuto sociale” e del Presidente di Confcooperative Brescia Menni che ha ricordato che Brescia è una città ancora in grado di fare un patto sul “mi fido”.

Poi pian piano dall’esperienza del passato, raccontata nelle sue molteplici sfaccettature da chi 40 anni fa costruì questo percorso e arrivò alla firma – Felice Scalvini, Giovanna Giordani Bussolati, Francesco Capuccini e Luigi Morgano – si è arrivati al presente con un bel filmato con i numeri (in provincia di Brescia sono circa 250 le cooperative sociali che aderiscono a Confcooperative, di queste 120 sono impegnate in percorsi d’inserimento lavorativo di circa 2100 soggetti fragili) e infine al futuro.

Incalzato dalle domande del conduttore Erminio Bissolotti, Michele Pasinetti – Vice Presidente e Segretario Generale di Confcooperative Brescia – ha parlato della fragilità “che riguarda tutti noi”, che può diventare una componente della nostra vita in un attimo e, proprio per questo, deve essere considerata nelle sue variabili forme, alcune più note, altre emergenti, ma tutte ugualmente bisognose di attenzione e di professionalità specifiche. Come i Neet (i giovani tra i 15 e i 29 anni che non hanno e non cercano un lavoro) che in Lombardia oggi sono circa 150mila per i quali è urgente avviare percorsi di inclusione lavorativa partendo dalle molteplici sperimentazioni del mondo cooperativo.

Il lavoro è il grande protagonista del futuro per i soggetti fragili che possono accedere ad esso solo attraverso la cooperazione sociale. Il confronto tra il Presidente della CCIAA di Brescia Roberto Saccone, Andrea Poli, Assessore del Comune di Brescia con delega alle Attività Produttive, al Turismo, all’Innovazione sociale ed economica e alla Transizione digitale, Simona Tironi Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia, Giovanna Barbieri e Beppe Bruni di Confcooperative Federsolidarietà Brescia ha messo proprio a fuoco che oggi è possibile avviare percorsi di emancipazione e sperimentazione del lavoro. I tempi sono maturi per tutti i soggetti coinvolti: le imprese, la cooperazione e gli enti pubblici. Le imprese devono conoscere e sfruttare le opportunità che oggi la cooperazione offre (servizi di alta qualità a prezzi coerenti impegnando persone spesso escluse dal mondo del lavoro) e l’ente pubblico deve agevolare con progetti e finanziamenti la realizzazione di queste sinergie.

Un percorso che deve partire subito “tenendo i piedi dove oggi sono stati messi” – ha ricordato l’Assessore del Comune di Brescia con delega alle Politiche per la Famiglia, la Persona e Longevità, Welfare e Salute Marco Fenaroli – per poi magari ritrovarsi tra un paio di anni per raccontare di un patto che sta funzionando e dei risultati che ha portato – ha chiuso Alberto Festa, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Brescia.

Come 40 anni fa, oggi Brescia vuole essere nuovamente la fucina di una cooperazione innovativa, capace di rispondere ai bisogni di una società in continua evoluzione.




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