Frode fiscale da oltre 100 milioni tra Brescia e Mantova: perquisite aziende e abitazioni, smantellato un sistema di fatture false

Frode fiscale da oltre 100 milioni tra Brescia e Mantova: perquisite aziende e abitazioni, smantellato un sistema di fatture false.

Brescia/Mantova, settembre 2025 – La Guardia di Finanza ha portato alla luce un articolato sistema di frode fiscale da oltre 100 milioni di euro. L’operazione, condotta dalla Compagnia di Desenzano del Garda e dalla Tenenza di Castiglione delle Stiviere, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia e ha portato a numerose perquisizioni in aziende e abitazioni nelle province di Brescia e Mantova.

Un sistema ramificato e “all inclusive”

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale smascherato avrebbe messo in piedi un meccanismo fraudolento su più livelli, offrendo ai propri “clienti” un vero e proprio pacchetto completo di fatture false e riciclaggio dei proventi illeciti.

Il cuore dell’attività illecita si basava sulla creazione di società cartiere, in Italia e all’estero, intestate a prestanome compiacenti. Queste società avevano il solo scopo di emettere documenti fiscali falsi e movimentare denaro attraverso operazioni bancarie simulate.

La doppia modalità di riciclaggio

Gli inquirenti hanno accertato due principali modalità operative del gruppo:

  1. Trasferimento e monetizzazione – I bonifici disposti dai “clienti” per il pagamento delle fatture false venivano inizialmente inviati a conti correnti esteri. Da lì, il denaro veniva prelevato in contanti e successivamente restituito agli utilizzatori, detratta una provvigione tra il 5% e il 22%.
  2. Il ruolo di soggetti cinesi – In una fase successiva, il sodalizio ha fatto ricorso a una rete di intermediari di origine cinese, in grado di fornire contante direttamente in Italia in cambio di una provvigione pari al 3% del totale trasferito. Questo sistema consentiva di aggirare i controlli bancari e rendere più difficile la tracciabilità dei flussi.

I settori coinvolti

Le indagini hanno riguardato diversi comparti economici, ma in particolare il commercio e la lavorazione di metalli ferrosi. Un settore già noto per l’alta movimentazione di capitali e spesso sfruttato per operazioni di fatturazione fittizia, utile a gonfiare costi, abbattere imponibili e generare flussi di denaro da riciclare.

Le perquisizioni e i militari impiegati

Per consolidare le ipotesi investigative e raccogliere ulteriori prove a carico degli indagati, la Guardia di Finanza ha eseguito numerose perquisizioni in abitazioni e sedi aziendali riconducibili agli ideatori della frode. All’operazione hanno preso parte oltre 30 militari dei Comandi provinciali di Brescia e Mantova, impegnati simultaneamente nelle due province lombarde.

La portata del fenomeno

L’indagine evidenzia come i sistemi di frode carosello e le pratiche di monetizzazione dei flussi bancari rappresentino ancora oggi una delle principali minacce per l’economia legale. L’emissione di fatture per operazioni inesistenti, oltre a causare un grave danno all’Erario, altera la concorrenza e consente alle imprese disoneste di abbattere indebitamente i propri costi a discapito degli operatori corretti.

L’azione della magistratura e delle Fiamme Gialle

La Procura della Repubblica di Brescia, che coordina l’inchiesta, sta ora valutando le responsabilità penali e fiscali dei soggetti coinvolti, mentre la Guardia di Finanza prosegue con l’analisi dei flussi bancari e dei documenti sequestrati.

L’inchiesta si inserisce in un più ampio contesto di attività di contrasto alle frodi fiscali che negli ultimi anni hanno portato alla luce in Lombardia diversi casi di evasione miliardaria e riciclaggio internazionale.




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