Un miliardo e 36 milioni per la sicurezza: presentati tre programmi europei gestiti dal Ministero dell’Interno

Un miliardo e 36 milioni per la sicurezza: presentati tre programmi europei gestiti dal Ministero dell’Interno

Sicurezza, legalità, contrasto al cybercrime: il 26 novembre nel chiostro dell’Università dell’Insubria, a Como, nel corso dell’evento “Agire le opportunità, sentire la sicurezza” se ne è parlato per far conoscere meglio i Programmi ISF, BMVI e Sicurezza per la legalità, a cofinanziamento europeo.

Il prefetto Stefano Gambacurta, vice capo della polizia per l’attività di coordinamento e pianificazione e responsabile dei Programmi, nel ricordare il lungo percorso, quasi un quarto di secolo, che il Ministero dell’Interno ha fatto nella gestione di fondi europei per incrementare le condizioni di sicurezza del sistema paese, ha ricordato che nell’attuale ciclo di programmazione il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno gestisce Programmi che valgono oltre un miliardo di euro, di cui il 70% è già stato mobilitato per progetti che dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2029.

La giornata è stata anche il punto di conclusione dei tre tavoli che hanno approfondito, con il contributo di amministrazioni pubbliche e rappresentanze del mondo economico e della società civile, tematiche sulle quali si misura la good governance dei Programmi. Per l’avvocato Giuseppe Imbergamo, moderatore del tavolo sul “Nuovo Codice degli appalti“, la «good governance non può passare che da una formazione consapevole delle strutture interne e da una consapevolezza ed una conoscenza della digitalizzazione che ancora oggi viene vista come uno strumento negativo, mentre bisogna arrivare a conseguire il principio del cosiddetto Once only».

Anna Vaccarelli, che ha invece guidato i lavori sulle “Piattaforme e tecnologie digitali per il contrasto al cybercrime“, ha riferito che «sono venuti fuori alcuni spunti per riflettere ed intraprendere azioni per migliorare la difesa e la protezione delle organizzazioni e delle aziende anche intervenendo a livello normativo nazionale ed europeo».

Infine Nicola Bonaccini, che ha invece moderato i lavori del tavolo sul “data exchange e comunicazione“, ha detto che «le Istituzioni devono ora far propria la sfida della tecnologia, ad esempio quella dell’intelligenza artificiale, ed utilizzarla come acceleratore per migliorare e potenziare il rapporto con i cittadini. Nell’ambito della sicurezza questo tema è sempre più evidente perché si fanno tanti sforzi per governare il fenomeno e non sempre il cittadino ne è consapevole».

Una giornata ricca di contributi e spunti di riflessione, alcuni dei quali provenienti da Paesi europei, quali Spagna, Olanda e Bulgaria, che, come l’Italia, gestiscono Programmi che finanziati dall’Europa che intendono migliorare la sicurezza dei Paesi e dell’Europa.

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