Varese, maxi-sequestro di abbigliamento contraffatto: 820 capi falsi delle grandi squadre di calcio

Varese, maxi-sequestro di abbigliamento contraffatto: 820 capi falsi delle grandi squadre di calcio.

Varese, 19 settembre 2025 – La Guardia di Finanza di Varese ha portato a termine un’importante operazione contro la contraffazione e la vendita di prodotti non sicuri. I militari del Gruppo di Busto Arsizio hanno infatti sequestrato 820 capi di abbigliamento e accessori contraffatti, tra maglie, pantaloncini, sciarpe e berretti delle più note squadre di calcio italiane ed estere. Il valore complessivo della merce si aggira intorno ai 16 mila euro.

Il controllo nel mercato di Busto Arsizio

L’operazione è scattata durante un controllo economico del territorio nell’area mercatale di Busto Arsizio, volto a verificare il rispetto delle normative sulla tutela dei marchi e sulla sicurezza dei prodotti posti in vendita. I finanzieri hanno individuato un venditore ambulante italiano che esponeva articoli sportivi palesemente contraffatti, con loghi e segni distintivi delle principali squadre di calcio.

Tra i marchi falsificati figuravano club italiani come Inter, Milan, Juventus e Napoli, e internazionali come Barcellona, Real Madrid e Paris Saint-Germain, oltre alle divise delle nazionali di Argentina, Brasile e Italia. Particolarmente gravi sono i casi di maglie destinate ai bambini, sottoposte anch’esse a sequestro, perché non conformi agli standard di sicurezza e quindi potenzialmente nocive per la salute.

Denuncia e conseguenze legali

Al termine delle verifiche, il titolare della ditta individuale è stato denunciato all’autorità giudiziaria per i reati di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” e “ricettazione”. Le accuse potrebbero portare a pene significative, considerando anche il numero elevato di articoli sequestrati e la natura sistematica dell’attività.

Tutela dei consumatori e del mercato

L’operazione delle Fiamme Gialle non riguarda soltanto la lotta alla contraffazione in sé, ma anche la difesa del consumatore e del tessuto produttivo nazionale. Molti cittadini, ingannati da etichette e loghi falsi, rischiano di acquistare prodotti non sicuri, che non rispettano gli standard europei e che possono essere realizzati con materiali dannosi.

La contraffazione, oltre a danneggiare i marchi originali e le aziende che investono in qualità, altera le regole del mercato, penalizza la concorrenza leale e sottrae risorse economiche all’erario. Per questo, la Guardia di Finanza sottolinea come il contrasto al fenomeno sia anche una forma di tutela dell’economia legale e del made in Italy.

L’impegno della Guardia di Finanza

Il sequestro a Busto Arsizio si inserisce in una più ampia strategia di contrasto ai traffici illeciti predisposta dal Comando Provinciale di Varese, che ha rafforzato i controlli nei mercati e nei punti più sensibili della provincia.

«Prosegue incessante l’impegno della Guardia di Finanza a tutela dei consumatori, della leale concorrenza e dell’ordine pubblico», si legge in una nota del Corpo. «Reprimere la contraffazione significa anche salvaguardare la salute dei cittadini e difendere il tessuto produttivo italiano dagli effetti dannosi di un fenomeno che inquina il mercato e arricchisce la criminalità economico-finanziaria».

L’operazione rappresenta dunque un segnale chiaro: la lotta alla contraffazione rimane una priorità per la Guardia di Finanza, sia per proteggere i cittadini da acquisti rischiosi, sia per garantire condizioni eque alle imprese oneste.

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